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Casa Vacanze "Casale Rovena" 58031 Arcidosso (Grosseto) Località Rondinelli Tel. 0564/966484/ 0564966165 - Cell.333/5283693
 
Il Parco Faunistico dell' Amiata

Il Parco Faunistico dell'Amiata è nel Comune di Arcidosso ai piedi del Monte Labbro.
La sua particolare posizione lo colloca a metà strada tra Roma e Firenze, vicino alle Terme di Saturnia e Chianciano, a breve distanza dalle aree storico-archeologiche di Pienza, Montepulciano, Montalcino, Sovana e Pitigliano.
Vi si arriva facilmente dalla Cassia, dall'Aurelia e dall'Autostrada del sole.

Gli aspetti vegetazionali del Parco Faunistico dell'Amiata sono molto eterogenei, sulla base dei diversi fattori ambientali e dell'uso che l'uomo ne ha fatto in passato ed attualmente.
Il paesaggio è dominato da ampi spazi, pascoli e pendii rocciosi, boschi di latifoglie e conifere. Alla base del Parco folti castagneti, immensi boschi, cristalline sorgenti e limpidi corsi d'acqua.

Nel Parco Faunistico la fauna è abbondante e varia.
Tra i mammiferi sono presenti: Daino, Capriolo, Cervo, Muflone, Camoscio.
All'esterno dei recinti il cinghiale ha il suo habitat preferito.
Meno avvistabili volpe, faina, tasso, donnola, puzzola, istrice, riccio, lepre.

Tra i rettili: biacco, colubro liscio, colubro d'Esculapio, cervone (o serpe vaccaio), biscia dal collare e vipera comune.
Nella zona sono stati rilevate ben 121 specie di uccelli fra cui numerosi falconiformi.
Nel parco è presente l'asinello Sorcino Crociato di razza amiatina.

Una grande area recintata, con altana di avvistamento, è destinata al lupo appenninico.

 

Il Monte Labbro
Molti casolari ormai abbandonati fanno da corona al monte che si erge con il suo simbolo di fede sui paesi amiatini e sulla maremma toscana.
Oggi la zona del "Labbro" è una plaga desolata "occupata" da molti pastori sardi che vi pascolano le loro greggi.



Da diversi anni gran parte della zona è inclusa nel Parco Faunistico dell'Amiata.

La grotta che si incunea nel monte dove il "profeta e i suoi seguaci si raccoglievano in preghiera.
Dalle sue pareti si staccano gocce d'acqua alla quale i credenti del "Santo Davide" attribuiscono poteri curativi.
Anche oggi la grotta è meta di continuo pellegrinaggio e gli ultimi membri della comunità vi si recano per recitare i loro salmi.


Autentico ritratto
del Lazzaretti

In fondo alla grotta, un rustico altare ricavato sulla pietra.
Su di esso un piccolo quadro che racchiude il ritratto del Lazzaretti, il simbolo dei giurisdavidici e un manoscritto
.



In questa stampa è raffigurata la tragica morte del "profeta".
Un delegato di polizia gli intima di retrocedere e sciogliere il complotto.
Davide replica "Io vado avanti a nome di Cristo Duce e Giudice e se volete la pace, porto la pace, se volete la misericordia, porto la misericordia, se volete il mio sangue, ecco il mio petto, io sono la vittima"
Il gendarme mira alla testa del Lazzaretti e fa fuoco.
La salma del Lazzaretti è tumulata nel cimitero di Santa Fiora.